giovedì 23 aprile 2015

Oltremare al Vintage Market: chi non risica non rosica!

Esposizione di Fiat 500 e auto d'epoca al Vintage Market - Foto pagina ufficiale Arsenale Vintage Market

Eccomi amici!
 Avevo promesso un resoconto per lunedì, ma, vi dico la verità, il giorno dopo la manifestazione ero stanchissima e invece di scrivere mi sono addormentata sul divano. Inoltre avevo una mano infortunata con un dito dolorante gonfio come una salsiccia... Ora vi racconto tutto.

Come ho scritto nel post precedente, l'occasione di partecipare a questo mercatino è arrivata all'improvviso ed avevo a disposizione pochissimi giorni per prepararmi. Non mi aspettavo di venir invitata poichè sapevo che questa fiera è frequentata da espositori selezionati provenienti da tante regioni d'Italia, per partecipare si pagano cifre non indifferenti (almeno per me; variano a seconda dei metri quadri richiesti per il proprio stand), inoltre il pubblico paga un biglietto d'ingresso. Quindi io mi sono detta: figurati se Laboratorio Comesichiama è all'altezza di cotanti requisiti! Invece mi è arrivato l'invito.
Sinceramente, amici, credo di aver avuto fortuna... Comunque, fortuna o merito che sia, ho accettato di partecipare anche se ero agitatissima e dubbiosa. A farmi decidere è stata una frase del mio compagno che alla mia domanda: "Tu ci andresti?" mi ha risposto: " Chi non risica non rosica."




Ed aveva ragione!
Il bilancio è stato positivo: sono riuscita a recuperare le spese ed a guadagnare qualcosina che ho subito investito per migliorare la mia produzione; ma soprattutto, le persone che hanno acquistato i miei bijoux mi hanno dato molta soddisfazione.
Ah! Ho incontrato anche una lettrice del mio blog che mi ha riconosciuta! E mi è stata fatta pure una piccola intervista per un giornale; ma pensate a quanto sono stata rimbambita: non ho neppure chiesto di che giornale si trattasse, così ora magari c'è uno sfolgorante articolo che parla di me da qualche parte ed io non lo leggerò mai!

Nei tempi morti ho lavorato per creare alcune collanine tipo  queste:




Mi sono state commissionate il venerdì dalla titolare di Mina's, una sartoria-negozio di Ravenna che crea abitini graziosi e particolari. Le collane dovevano essere finite per  domenica sera, ultimo giorno di fiera, altrimenti avrei dovuto spedirgliele. Insomma, ho lavorato come una pazza e a forza di far leva sullo stesso dito con le pinze per assemblare le collane, mi sono procurata una contusione che mi ha infiammato la mano sinistra! Oggi fortunatamente si è sgonfiata e non mi fa più male.

Foto del quotidiano L'Arena

Quando si partecipa a manifestazioni come questa ci si stanca molto fisicamente, però nei giorni successivi ci si sente pervasi da un'energia positiva mescolata ad un pizzico di rimpianto per l'esperienza conclusa. Per poco tempo si è entrati a far parte di un mondo a sè. Un mondo colorato e fantasioso, popolato di persone che inseguono il loro piccolo sogno di realizzazione e libertà, vivendo un'esistenza spesso precaria e creativa, un po' fuori dagli schemi. Donne, uomini, giovani e meno giovani che si sono reinventati una vita; come le due signore dello stand vicino che da grafiche sono passate a fare le sarte creando abiti con i tessuti disegnati da loro stesse; oppure come il ragazzo di Torino che faceva il fotografo in Germania ed ora crea originalissimi gioielli con pezzi di cornici montati su elementi di ottone o argento.


Foto del quotidiano L'Arena


Vi lascio con la mia ultima creazione di cui sono particolarmente soddisfatta:

Etoile, Stella; pendente in pasta polimerica completamente fatto a mano partendo dalla vecchia  e poetica immagine di una fanciulla con ali d'angelo intenta a contemplare una stella luminosa.






Un abbraccio a tutti!



Giorgia

sabato 18 aprile 2015

Al Vintage Market

Un saluto, cari amici, prima di prepararmi per andare al Vintage Market, un festival dedicato agli amanti del passato che si tiene due volte l'anno all'ex arsenale di Verona.
Sono stata invitata a partecipare con il mio banchetto di bijoux retrò lunedì ed ho passato questi giorni chiusa in laboratorio nel febbrile tentativo di pepararmi al meglio a questo evento che non era previsto nella mia agenda.
Ieri c'è stata l'apertura, ho scattato queste foto alla mia esposizione che ho cercato di fare più vintage del solito.










Guardate che bel porta-carte stile liberty che ho trovato in una fabbrica abbandonata. Stava per finire in discarica ed ora fa la sua bella figura sul mio banchetto!



Le ultime creazioni con i mitici cammei con i quali vi ho tediato nel post precedente...






Ora scappo! Lunedì un post più dettagliato con il bilancio di questa avventura.
Sono molto emozionata!



Un caro abbraccio

venerdì 10 aprile 2015

Due anni di Laboratorio Oltremare e sassolino nella scarpa 2

Carissimi, oggi il mio amato blog compie due anni!!! Evviva! Sono contenta di essere arrivata qui e di aver conosciuto, anche se per ora solo virtualmente, persone che mi piacciono con le quali sento di avere molte affinità.
Detto questo, passo a parlarvi di qualcosa di meno piacevole (per me).
Martedì si è rifatta viva Quella Persona.
 Di nuovo, come se niente fosse successo, con la sua aria  fastidiosa di cadere dalle nuvole.
 Stavolta, però, non sono riuscita a resistere e gliele ho dette tutte!!!
  E' iniziata così una polemica che sta durando anche oggi, con complicazioni varie.
 Era quello che volevo, no? Buttare fuori tutto... E' vero, ma sostenere le proprie ragioni e non perdere la lucidità è faticoso. Mi rendo conto che è un esercizio fine a se stesso che si fa principalmente per dimostrarsi che si è in grado di agire e reagire di fronte ai "nemici". Io l'ho fatto perchè dovevo farlo, per me stessa: stavolta dovevo esplodere e non implodere, come è successo troppe volte in passato. La faccenda non è finita qui e ho l'impressione che ci saranno ulteriori sviluppi, ma stavolta sono sul piede di guerra, amici!

Chiudo  vantandomi un po' e vi mostro le mie ultime creazioni fatte con alcuni cammei che ho creato da sola, utilizzando la pasta polimerica e degli stampini per decorare i  dolcetti tipo cupcakes, che adesso vanno tanto di moda.




Ecco i cammei che ho fatto... Non sono belli con tutti i dettagli, comprese roselline nei capelli e perle al collo delle dame?  Non sembrano certo fatti con stampini per dolci comprati al supermercato!



Però così  bianchi mi sembravano troppo nuovi, allora li ho antichizzati e patinati ed ho creato gli orecchini  Regina Romantica, fatti con pezzi di recupero di vecchie collane.




Collana girocollo Sophie, realizzata con cammeo montato su filigrana in metallo, catenina sottile e perle in vetro sfaccettato.



Sono entusiasta dei miei cammei, soprattutto perchè ora con questi stampini, che ho pagato pochissimo, potrò realizzarne una quantità industriale e creare bijoux super romantici!



Inviatemi energia positiva!

Un abbraccio a tutti.

mercoledì 1 aprile 2015

Io queste persone non le capisco... Creazioni di marzo

La Primavera, Henry Ryland
Vi racconto questa: una vicina di casa regala a mia mamma una borsetta in finto coccodrillo appartenente alla figlia perchè il fidanzato della ragazza gliene ha regalata una in coccodrillo vero. Il bello è che la gentil pulzella è iscritta ad un'associazione animalista, ambientalista, ecologista... E poi, sentite  questa: un conoscente, bravo, buono, cristiano, indignato per l'uccisione dell'orsa Daniza, pubblica su facebook la foto di un agnello arrosto con la scritta:" Ve fanno pena gli animali? Be' fateve 'na cicoria e non rompeteme i cojoni!"... Scusate, ma a voi queste persone sembrano equilibrate? Io sinceramente rimango basita. Il mondo è pieno di gente così, che ha il cervello a compartimenti stagni, che non è veramente consapevole nemmeno di se stessa, figuriamoci se capisce qualcosa di chi le sta attorno. E se provi ad esprimere qualche perplessità sui loro atteggiamenti, ecco che ti attaccano inviperiti. Tu sei una talebana! Non rispetti la mia libertà!  Peccato che il diritto alla libertà ed al rispetto dovrebbe essere di tutti, anche degli agnelli e dei coccodrilli, e anche di chi ha una visione della vita diversa dalla loro.

Va bene, chiusa la polemica. Passiamo a qualche foto degli ultimi bijoux che ho preparato per il mercatino di Pasquetta a Mantova.

Collana Colombina. Una collanina girocollo creata con un uccellino in filigrana di metallo antichizzato, perline e due roselline in resina rossa che danno un tocco di vivacità e ricordano un po' il corallo (corallo finto eh! Mi raccomando, perchè io sono talebana ;-)).
Ho quattro pezzi disponibili, simili ma non uguali; uno vorrei tenermelo perchè è carinissimo.


Collana Scoiattolino. Anche questa è girocollo e personalmente l'adoro! Sono riuscita a trovare solamente due centrali con questa forma così deliziosa e particolare,  sono troppo belli e ho deciso che uno lo tengo per me, l'altro sarà in vendita al mercatino.



Infine una serie di anelli che ho realizzato per sfruttare finalmente delle basi comprate tre anni fa, quando non avevo ancora ben chiaro in testa lo stile di bijoux che volevo fare. Ho legato una per una tante perline, fiori, qualche charm, insomma tutto il materiale che non riuscivo ad inserire in altre creazioni perchè  spaiato o limitato nella quantità. Gli anelli si chiamano Bouquet perchè ricordano un allegro insieme di fiori primaverili, tranne il primo della serie, composto da un fiore lilla in porcellana, minuscoli cristallini color porpora montati su base anello in metallo lavorato ed antichizzato.
















Durante lo scorso fine settimana sono riuscita a realizzare anche delle lunghe collane tipo Chanel di cui sono molto soddisfatta. Se avrò tempo domani farò le foto e poi ve le mostrerò qui sul blog.

Il meteo per domenica e lunedì non è dei migliori... accidenti! Spero di non dover annullare il mercatino: ho lavorato veramente tanto per migliorare il banchetto e creare nuove cosine carine. Incrocio le dita!

Ciao a tutti!



Giorgia

mercoledì 25 marzo 2015

Restauro di un'icona contemporanea... una piccola felicità

La signora P. mi telefonò una quindicina di giorni fa per chiedermi se fosse possibile risarcire un pezzettino di doratura che si era staccato da un'icona a lei molto cara. Ci accordammo per vedere l'opera a casa sua il lunedì successivo. Era venerdì e stavo benissimo, il lunedì avevo la febbre e di nuovo l'influenza. Tre volte in due mesi! Pazienza: con una bella compressa di Tachipirina in corpo andai ugualmente all'appuntamento.

L'icona tornava dalla sua proprietaria dopo ben due anni durante i quali era stata in mano ad una conoscente per essere restaurata... in teoria, ma in pratica il lavoro non era stato fatto e l'opera era rimasta per tanti mesi tutta avvolta in una tela di cotone. Secondo quanto detto dalla signora P. si trattava di ricostruire un piccolo pezzetto di sfondo; ma quando cominciammo ad estrarre la tavola dal tessuto si palesò una brutta sorpresa. La pittura si presentava scrostata in più punti, compresi i volti della Vergine e del Bambino, e man mano che la mia cliente svolgeva il tessuto, tante piccole scaglie di pellicola pittorica  si staccavano con un sinistro  cric cric rimanendo appiccicate alla tela! Disperazione. L'icona era tornata a casa peggio di come era partita, altro che restauro! Oltretutto non era nemmeno un dipinto antico, di solito fragile e soggetto a cadute di colore, ma si trattava di un'opera contemporanea, ben fatta ed antichizzata tramite particolari procedimenti.

La signora era incredula e sgomenta: " Ma come!? Ma cosa è successo?!" ripeteva. Era difficile dare una spiegazione, non sapendo cosa effettivamente fosse stato fatto all'icona. Pensai che forse il tessuto di cotone in cui il dipinto era rimasto chiuso per tanti mesi avesse trasmesso umidità alla pittura rendendola fragile. In casi come questo sarebbe utile inoltre capire con quali materiali e sostanze è stata eseguita e trattata l'icona: spesso, in fatto di conservazione, i dipinti contemporanei danno molti più grattacapi rispetto a quelli antichi proprio per la scarsa qualità dei materiali con cui sono stati fatti.

Comunque la signora P. era rimasta molto male, mi disse che l'icona aveva un grande valore affettivo per lei e temeva che non si potesse far nulla per "curarla".

Angelo, part., prima del restauro
 Insomma, nei giorni successivi, mentre, costretta in casa, curavo me stessa dall'influenza, curavo anche l'icona.

Il tono dell'incarnato mi ha fatto un po' penare: troppo scuro, troppo chiaro, troppo spento, troppo acceso... Se non avessi avuto già la febbre  mi sarebbe venuta a causa della disperazione per ottenere questo tono di colore molto bello e luminoso che l'iconografo crea attraverso strati di velature.

Angelo, dopo il restauro




Prova e riprova, alla fine il risultato è stato abbastanza soddisfacente. Così ieri ho potuto riportare la preziosa icona alla legittima proprietaria.












Devo dire che spesso la reazione delle persone di fronte al risultato di un restauro è una delle parti più belle di questo lavoro. Quando ha visto l'icona "guarita" la signora P.  è stata così felice che le sono venute le lacrime agli occhi, ha ribadito che era un ricordo di una persona cara e che non sperava più di vederla tornare allo splendore di un tempo.  Anch'io vedendo la sua gioia mi sono emozionata. Mentre tornavo a casa mi sentivo leggera, mi pareva d'avere le ali ai piedi.






Magari nella vita si potesse sempre portare la felicità così, con un semplice colpo di pennello.

Manto della Vergine, prima
... dopo



giovedì 19 marzo 2015

Festa del Papà... Un ricordo

Settimo 19 marzo senza mio padre.
Mi piacerebbe parlargli ancora una volta, dirgli: "Ehi come stai? Sei felice?"... Raccontargli le tante cose accadute in questi sette anni, conoscere la sua opinione...

Il 19 marzo è per me una data intrisa di cupi ricordi.  Mi ricordo che telefonai per fargli gli auguri per la sua festa , ma mi dissero che si era sentito male e l'avevano portato al pronto soccorso. Poco meno di un mese dopo mi ritrovavo, incredula, a portare fiori sulla sua tomba.

Papà era un uomo semplice e concreto; gli piaceva lavorare duro, aveva grosse mani e muscoli d'acciaio. Però il suo cuore era tenero. Gli facevano pena tutti, uomini ed animali. Di fronte alla sofferenza di un essere vivente gli venivano gli occhi lucidi, si commuoveva.

Ricordo una volta, avevo nove o dieci anni, era una mattina d'estate, stavo fuori a giocare con i miei amichetti (in quegli anni si giocava ancora per le strade tutti insieme); ad un certo punto, un disgraziato in auto investì un gatto. Io andai a chiamare mio padre, lui venne subito a vedere il povero animale che era ancora vivo, seppur gravemente ferito.  Papà lo mise in una coperta e lo portò a casa, nel garage, che era la sua tana. Disinfettò le ferite, silenziosamente. Io guardavo il suo viso serio, sperando facesse un miracolo. Ma, nonostante io all'epoca lo credessi, mio padre non era nè un super eroe nè un santo e pochi minuti dopo lo sfortunato gatto morì.
Oggi ripensare a questo episodio mi commuove profondamente. Ricordare quei gesti di pietà verso una creatura agonizzante, che sarebbe rimasta per ore ignorata sul ciglio della strada se le grandi mani compassionevoli di papà non l'avessero presa e portata a morire in un luogo tranquillo, mi fanno capire che lì, in quel momento, mio padre mi ha insegnato tante cose preziose che oggi fanno parte di me.


Giorgia

venerdì 6 marzo 2015

Uscire dalla zona di comfort

Janet Leigh in una scena del film Psyco di A. Hitchcock
Avete mai sentito parlare della zona di comfort? Io ultimamente sento il bisogno impellente di uscire dalla mia, e sto lavorando per farcela; ma non è affatto facile.
La zona di comfort non è altro che quel rassicurante insieme di abitudini ed atteggiamenti che assumiamo e portiamo avanti per anni per sentirci sicuri e padroni della situazione. Variare queste abitudini ci fa entrare in ansia e quindi non lo facciamo per evitare il disagio. Tuttavia questo modo di vivere non ci permette di crescere e di fare esperienze nuove che potrebbero rivelarsi positive per noi.
Ho trovato uno schemino che rappresenta la zona di comfort : tre cerchi uno dentro l'altro, quello al centro simboleggia la zona in cui noi stiamo pacifici e beati come sotto ad una campana di vetro: rifiutiamo ciò che ci fa paura, facciamo sempre le stesse cose e non vogliamo metterci alla prova; il secondo rappresenta la fase in cui noi mettiamo la testolina fuori dalla zona di agio e facciamo esperienze nuove: è una fase caratterizzata dall'ansia di fallire ma anche dall'eccitazione, questa fase è importantissima perchè qui avviene il "salto" che ci fa crescere; il terzo cerchio rappresenta la zona in cui qualcosa va storto, l'ansia si tramuta in panico impedendoci di imparare.

Io sto cercando di uscire dalla mia zona di comfort superando la mia atavica paura di guidare l'auto da sola. Che ansia, amici! All'inizio è stato un vero disagio, fisico e psicologico : agitazione, tachicardia, persino incubi notturni! Ovviamente c'è stata la tentazione di lasciar perdere. Ma poi ho capito che il disagio fastidioso che provavo era un passaggio doloroso ma necessario. Mi trovavo, infatti, nel cerchio intermedio dello schemino descritto sopra, non dovevo passare a quello successivo dell'ansia incontrollata e non dovevo retrocedere di nuovo nella zona di comfort. Dovevo stare lì ed affrontare la paura.


Bene, la bella notizia è che agendo in questo modo, spinti da grande convinzione e determinazione, i risultati arrivano! Stamattina sono andata in giro in macchina a fare delle commissioni, tutta sola e senza ansia eccessiva!!! L'allenamento continuerà finchè un giorno mi ritroverò a pensare: ansia di guidare da sola? Che roba é?

E voi, amici, riuscite ad uscire dalla zona di comfort? Come affrontate paure sciocche ed immotivate come la mia?



Un caro saluto


Giorgia