mercoledì 5 novembre 2014

Collana Ophelia e mercatino con mal di schiena

Buon pomeriggio e buon novembre a tutti!
Ecco Ophelia,  seconda creazione con le paste polimeriche di cui vi parlavo nel post precedente. Si tratta di una collana corta con un grande fiore centrale modellato e dipinto a mano, montato su supporto metallico.

Il due novembre ho partecipato al consueto mercatino della prima domenica del mese che si tiene a Mantova. Questa città è simile ad un piccolo, prezioso scrigno pieno di gioielli: elegante, affascinante e misteriosa. Vi consiglio di visitarla, nel caso non l'abbiate mai fatto.
Il mercatino è stato bello, il tempo splendido. I banchetti posizionati al centro della piazza hanno avuto il sole fin dal mattino; purtroppo io ero nel lato di Palazzo Ducale, all'ombra, con un vento freddo che arrivava dai laghi e che faceva rabbrividire... Così rabbrividisci di qua, rabbrividisci di là, fatto sta che il mal di schiena che mi infastidisce già da qualche settimana è diventato acuto e  lunedì ero quasi completamente bloccata.  Oggi va un po' meglio, ma credo che sarò costretta ad andare dal medico.


Penso che quello di domenica sia stato il miglior banchetto fatto fino ad ora, mi piace molto l'accostamento di colori beige e rosso con la rosa centrale. Il festone con cui ho decorato la tovaglia e il cuscino a caramella sul quale sono esposti i pendenti dipinti sono ricavati da alcune vecchissime tende della nonna di mia madre.


 

Il miei prossimi mercatini saranno:

-sabato 29 novembre nella loggia del palazzo della Gran Guardia in Piazza Brà a Verona

- il 6-7-8-13-14-20-21 dicembre nei padiglioni dell'ex Arsenale Austriaco a Verona.

Palazzo della Gran Guardia

Ex Arsenale Austriaco


...Spero senza mal di schiena.



   A presto!

giovedì 30 ottobre 2014

Esperimenti creativi: pendente Giardino Incantato

Lo scorso inverno mi venne la curiosità  di sperimentare le paste polimeriche (Fimo, Cernit, ecc.) e di scoprire le svariate possibilità creative che il loro uso corretto e sapiente può dare.  Per chi non lo sapesse, queste paste vengono vendute in panetti, si possono modellare con facilità, colorare, mescolare tra loro; la creazione finita va poi cotta in forno. Io acquistai solamente un paio di panetti bianchi per risparmiare e  perchè poi volevo colorarli come piaceva a me.
Feci qualche esperimento, ma il risultato era improponibile. In giro avevo visto creazioni bellissime fatte con queste paste, invece a me non riusciva una ciambella col buco! Quindi mi ero demoralizzata e le avevo accantonate.
Ora mi è tornata l'ispirazione! Così le ho rispolverate e ho creato il pendente che vi presento oggi: il primo lavoretto abbastanza decente da essere fotografato.
Devo ammettere che non è facilissimo creare bijoux con le paste polimeriche, ci vogliono molta pazienza ed ore di lavoro, però il risultato è carino e le possibilità creative sono davvero tante.


Sono partita dalla stampa su carta della farfalla che ricorda le cartoline vittoriane; l'ho incollata su cartoncino e poi, pian piano, ci ho costruito attorno la cornicetta lavorata  completamente a mano. Dopo la cottura, ho vetrificato la stampa e ho dipinto  la cornice cercando di conferire una patina antica all'oggetto. Infine ho montato le perle e la catenina.



Devo fare ancora molta pratica... Però il risultato è piacevole e mi stanno venendo mille altre idee!


Un saluto a tutti




Giorgia


lunedì 27 ottobre 2014

Misteriose impressioni

Ci sono rari, brevi momenti nel corso di alcune giornate in cui sembra di percepire l'esistenza di un'altra realtà oltre quella in cui viviamo e sperimentiamo con i sensi. Non sto parlando di spiriti o esperienze paranormali, mi riferisco a qualche cosa di ancora più arcano ed indescrivibile.

Sono sensazioni fugaci, strane, mi fanno pensare ad un binario parallelo che corra accanto a quello da noi percorso in questa vita.

In alcuni luoghi, o in particolari ore del giorno, queste impressioni diventano più forti.
A me capita spesso in quell'ora sospesa e misteriosa che è il crepuscolo; il passaggio dalla luce al buio.
 Mi viene in mente la ricerca dell'anello che non tiene nella maglia della realtà di cui scrisse Eugenio Montale.

Ieri pomeriggio sono andata alla mia casetta in Lessinia, ho passeggiato nei dintorni nell'ora che precede il tramonto.
L'estate è finita: i villeggianti se ne sono tornati a casa, i boschi sono deserti, la contrada che  attraverso, silenziosa; dal camino  di una sola casa esce del fumo azzurrino che spande nell'aria il profumo di legna bruciata che mi piace sempre sentire.


Lentamente il sole cala dietro le montagne e l'aria si fa più fredda. L'odore della legna bruciata ed i profumi del bosco sono intensi... Ed ecco quella magica sensazione: l'anello che non tiene è in questo luogo, in questo momento.


















Divinità malinconiche mi osservano dagli antichi muri delle case disabitate.


Da bambina pensavo che un cancelletto come questo fosse la porta per mondi fantastici popolati da creature magiche e pericolose... Chissà dove mi ritroverei, se lo varcassi oggi.

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Il sentiero si inoltra nel bosco, non so precisamente dove possa condurre...

Ma ormai il momento è passato ed il varco si è chiuso di nuovo. 

Basta. E' ora di rientrare.







lunedì 20 ottobre 2014

Pensieri d'autunno e nuove creazioni

Ci sono alcuni giorni nei quali, pur tentando una coraggiosa resistenza, mi faccio sommergere dalla routine, dalle cattive notizie che si sentono in giro e dalla noia di vedere ogni giorno lo stesso scialbo panorama e le stesse facce che, detto tra noi, non mi sono neanche tanto simpatiche. Sono giorni odiosi, in cui non accade nulla di speciale o di particolarmente spiacevole, ma che hanno una loro fastidiosa pesantezza.
Io sono una persona che s'annoia mortalmente, quando non si sente libera di essere come vuole essere. Mi annoia la gente, mi annoiano i luoghi.  Non so se  riuscirei a fare lo stesso lavoro per 8 ore al giorno, nello stesso posto, con le stesse persone per anni e anni. Ci provai, tanto tempo fa, ma me ne andai di corsa e finii a fare ben tre lavori totalmente diversi l'uno dall'altro; era faticoso ma così mi divertivo di più. Anche adesso è un po' come allora: faccio tante cose differenti. Mi piace sentirmi fluida, mutevole. Non sopporto le etichette che la società ti mette addosso: mi deprimono.
Il mio motto potrbbe essere Verità e Libertà. Essere veramente ciò che siamo, ed essere liberi di esprimerlo.
Voi, amici, vi chiederete: cosa c'entra tutto questo con i bijoux romantici? Niente. Anche se... In realtà le creazioni  presentate in questo post sono state l'antidoto al malumore che mi ha tediato negli ultimi giorni.
 Ho deciso che sabato e domenica mi sarei rifugiata nel mio laboratorio ed avrei fatto solo ciò che avevo voglia di fare: nuovi bijoux per i mercatini di Natale!
 Ero molto ispirata ed ho lavorato sodo, divertendomi parecchio. Ed ora vi mostro il risultato.


Questo ciondolo che si apre, proprio come quelli in cui le signore dell'Ottocento conservavano l'immagine dell'amato, fa parte della serie Romantiche protagoniste della letteratura che ha avuto un discreto successo ai mercatini. Quindi ho pensato di riproporre la nostra Charlotte in questa collana  molto chic e rétro... Mi piace un sacco! (infatti non so se la venderò eh eh!).  La catena, lunga 50 cm, è a micro maglia, color bronzo antico. Ho decorato il ciondolo nella faccia esterna con la miniatura di un uccellino azzurro, mentre nella parte interna, come vedete, ho inserito il ritratto di Charlotte Bronte.

Sempre per la serie delle Protagoniste, ecco la collana Anna Karenina:


Anche questa mi piace molto e finora ai mercatini l'ho indossata io dicendo che non era in vendita ... Beh, non si può dire che fare affari sia il mio forte!

Dicono che in settimana arriverà il freddo. Siete pronti a trascorrere le serate sulla vostra poltrona preferita con copertina e tazza di cioccolata fumante? Io sìììì!!! Per entrare nella giusta atmosfera ho creato la collana Chocolat, con questo delizioso ciondolo a forma di cucchiaino:


Anche qui la catena color ottone antico è lunga 50 cm; ho voluto renderla più vezzosa inserendo il fiocco e la mini tazzina in porcellana.

Infine, la collana girocollo super femminile che ho chiamato Clair de Lune:



Vi piace? Questa la venderò solo ad una inguaribile romantica.


Per ora è tutto, carissimi.
Corro in laboratorio a continuare le mie creazioni!






Giorgia

giovedì 9 ottobre 2014

Contorno sfiziosissimo (vegano) e nuovo progetto


Bentrovati cari amici!
Questo è il centesimo post di Laboratorio Oltremare. Evviva!

Oggi vi propongo un buonissimo contorno che assaggiai qualche tempo fa a casa di mia madre. Questo piatto mi piacque così tanto che, non solo chiesi il bis e il tris, ma lo stesso giorno andai a comperare gli ingredienti e una volta tornata a casa mia lo preparai pure per cena!




Ingredienti (x 2 persone)
1 cespo di insalata scarola
8 pomodorini
2 cucchiai di pinoli
una ventina di olive taggiasche denocciolate
1-2 spicchi d'aglio
peperoncino
2-3 cucchiai di olio evo
sale
acqua q.b per la cottura

Preparazione: pulire bene la scarola, tagliarla a listarelle e metterla in una padella capiente dove avete fatto rosolare aglio, olio e peperoncino. Cuocete per circa 5 minuti, facendo appassire l'insalata, quindi aggiungete i pomodorini tagliati a spicchi e le olive, salate leggermente. Se occorre aggiungete un po' d'acqua e continuate la cottura per altri 10 minuti. Infine unite i pinoli. Mescolate bene e servite.



Mi rendo conto che nelle ultime due settimane non ho scritto nulla sul blog. Ma se nel Laboratorio Oltremare virtuale le acque stagnano, al contrario, nel Laboratorio reale molti progetti stanno bollendo in pentola... Fin troppi! Infatti - rimanendo sempre in tema culinario - non vorrei diventassero un minestrone indigesto.

Il più entusiasmante di questi progetti è quello che mi vede in veste di scrittrice di racconti.
 Dovete sapere, amici, che il mio sogno fin da ragazzina è stato quello di scrivere. Purtroppo è un sogno che non ho mai avuto il coraggio di coltivare. Ma durante l'estate alcuni amici musicisti mi hanno proposto di scrivere un breve racconto che andrà a far parte di un concept album con musiche originali, con l'idea di realizzare in seguiro uno spettacolo teatrale. Ebbene, il mio racconto è piaciuto e anch'io sono abbastanza soddisfatta del risultato.
 Qualche giorno fa mi è stato proposto di scrivere una storia per bambini che poi verrà illustrata e, forse, diventerà un libro.  Per scaramanzia non scrivo altro, anche perchè entrambi questi progetti stanno prendendo forma e ora sono come le nuvole nel cielo di primavera: mutano il loro aspetto e possono fuggire via... Perciò, zitti!



Anne Hathaway in una scena del film Becoming Jane




Un caro abbraccio a tutti!

lunedì 29 settembre 2014

La poesia della danza contro la violenza dei fucili - Presidio del 27 settembre contro l'ordinanza ammazza lupi



Sabato 27 settembre ho partecipato, insieme a mia sorella, al corteo-presidio contro la folle ordinanza del sindaco della nostra città che permetterebbe di sparare ai lupi della Lessinia qualora si avvicinassero ai centri abitati.
Sembra diventata una moda quella di  reintrodurre gli animali selvatici in alcune zone per poi ammazzarli appena qualcuno protesta. Comunque non ho capito come sia possibile emettere un'ordinanza per uccidere i lupi che sono animali minacciati dall'estinzione e per questo tutelati dalla legge in tutto il Paese... Mah, qualcuno me lo spieghi.



Se avete partecipato, qualche volta, ad una manifestazione in favore dei diritti animali, sapete che dovete tapparvi le orecchie e la bocca per non sentire e rispondere ai numerosi insulti e  prese in giro da parte dei passanti. "Siete fuori d testa", "Teste di c....", "Andate a lavorare", "Pazzi, esaltati", sono le offese più leggere. Io ho una mia teoria sull'aggressività gratuita dei non-animalisti verso gli animalisti, mi piacerebbe conoscere le vostre idee, amici. Scrivetele nei commenti, se ne avete voglia.


La manifestazione di sabato mi è piaciuta perchè ha saputo rispondere all'arroganza, alla violenza e agli immancabili insulti di certa gente con la bellezza, l'arte e l'innocenza di una bambina. Durante il presidio, infatti,  è stato dato spazio alla lettura del tema di una bimba, che con la sua penna semplice e genuina ha voluto dar voce ai cuccioli orfani dell'orsa Daniza, raccontando la loro difficile vita dopo la morte della madre. Infine, una ragazza si è esibita in una malinconica e toccante danza. Senza parole ha saputo rappresentare con grazia e poesia la vita di una creatura innocente stroncata dalla violenza umana.
 Un pensiero rivolto a tutte le vittime indifese, a qualsiai specie esse appartengano.

Vi lascio il video qui sotto.

A presto, amici.




giovedì 25 settembre 2014

La torta dell'Olivetta con noci, cioccolato, amaretti e ricotta

E' arrivato l'autunno.
Durante il giorno la temperatura è ancora mite e possiamo godere del sole che tanto ci è mancato nella piovosa estate appena conclusa; ma i pomeriggi si sono accorciati e dopo il tramonto fa fresco.
Cominciano a calare le ombre della sera quando andiamo a fare la passeggiata prima di cena alla Chiesetta di Madonna del Monte ; una leggera foschia si alza dai campi e l'aria umida è impregnata dell'odore dolce e pungente dell'uva matura.
Io amo l'autunno e la sua delicata malinconia. Una stagione di mezzo, sospesa tra la luce e l'ombra, nella quale sogni e speranze sembrano realizzabili, e non importa se poi così non sarà, perchè l'essenziale è continuare a sognare e a sperare.






Oggi ho fatto questa torta ripensando a quella che ci regalava la signora Olivetta quando salivamo in contrada. Era un dolce buonissimo, anche se, all'epoca, io bambina non riuscivo a mangiarne che qualche boccone perchè il ripieno aveva un sapore leggermente alcolico, di liquore che mi faceva venir mal di testa ; un sapore che comunque mi è rimasto nella memoria. Ho deciso di provare a riprodurlo e credo di esserci riuscita.



L'Olivetta e suo marito Silvino vivevano in una grande casa bianca nei pressi di un cupo bosco di abeti, all'inizio della contrada. Quel bosco mi incuteva timore perchè era buio e silenzioso e lo zio Beppe sosteneva che al suo interno vivesse una strega, perciò non vi andavo mai da sola.
La casa dell'Olivetta era, invece, molto graziosa: curata ed accogliente, con il camino e la stufa a legna. In estate il piccolo giardino sul davanti si colorava di  meravigliosi fiori che crescevano apparentemente senza sforzo né cure da parte della proprietaria. Ricordo che mia nonna, la quale possedeva un pollice verde fino ad ora ineguagliato in famiglia, ogni volta guardava ammirata ed un po' invidiosa le meravigliose dalie dell'Olivetta, più grosse e robuste di quelle che crescevano nel suo giardino in città.

Silvino e Olivetta erano gli unici abitanti sopravvissuti allo spopolamento della contrada; coltivavano i campi per ottenere il fieno, curavano l'orto, avevano 5 o 6 mucche e qualche gallina; facevano un formaggio molto saporito che Silvino preparava all'interno di una casupola con le pareti tutte annerite dalla fuliggine proveniente dal grande camino.
 I miei genitori dicevano spesso che questi due montanari, con le mani dure e callose, che si alzavano all'alba per governare le bestie, che non si concedevano vacanze in hotel né altri svaghi, erano più felici di noi perché non conoscevano lo stress della vita in città e riuscivano a vivere decorosamente producendo quasi tutto ciò di cui necessitava lo loro esistenza semplice e frugale.


Silvino era un uomo alto e magro, scuro di pelle, aveva una capigliatura folta ed ispida, gli mancavano alcuni denti e camminava un po' curvo con passo lento e pesante. Mi piaceva osservarlo mentre dalla tasca estraeva una scatoletta di latta contenente del tabacco e delle cartine bianche con le quali si fabbricava le sigarette che poi fumava con visibile soddisfazione. Mio padre e mio zio apprezzavano molto la compagnia di Silvino: lo vedevano come una specie di maestro di vita.
Mia nonna confondeva il nome e si rivolgeva a Silvino chiamandolo Severino o, peggio, Sederino! Fortunatamente egli era un po' sordo e non sempre si accorgeva dell'errore.

Olivetta era una bella donna, alta ed asciutta, con bei capelli castani naturalmente mossi quasi ricci,  aveva occhi vivaci che ridevano sempre e guance rosse e sode. Indossava perennemente una gonna  e tanti golfini sovrapposti dai colori indefiniti. Aveva un carattere dolce, mite e modi gentili.  Era molto contenta quando arrivavamo in contrada perchè costituivamo una piacevole novità nella monotonia della vita in montagna, inoltre lei e mia madre andavano d'accordo e si ritrovavano spesso, dopo cena, sedute davanti alla stufa a chiacchierare. Ogni volta ci accoglieva con un cesto colmo di noci e nocciole raccolte nei boschi o con questa fantastica torta che oggi ho tentato di riprodurre.



INGREDIENTI

Per la frolla:

300 g di farina 00
100 g di burro
80 g di zucchero di canna
1 uovo
1 cucchiaio di lievito per dolci
1 cucchiaio di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

250 g di ricotta
100 g di gherigli di noce
100 g di cioccolato fondente
50 g di amaretti
 1 cucchiaio di zucchero di canna
1 bicchierino di liquore Marsala o di rum



PREPARAZIONE

Preparare una classica pasta frolla mescolando tutti gli ingredienti, amalgamandoli fino ad ottenere una palla liscia, compatta ed omogenea che coprirete con pellicola e metterete a riposare in frigo per almeno un'ora ( io l'ho preparata la sera e l'ho lasciata riposare tutta la notte).






Preparate il ripieno sgusciando le noci e sminuzzando grossolanamente i gherigli con un coltello, sminuzzate anche il cioccolato e gli amaretti.


Trascorso il tempo di riposo, togliete la pasta dal frigo, ammorbiditela un po' con le mani e tagliatela in 2 parti; quindi con un mattarello formate due dischi sottili circa 5 mm.


Adagiate uno dei due dischi in una teglia rotonda foderata di carta forno o imburrata ed infarinata.
 Poi preparate il ripieno unendo alla ricotta tutti gli ingredienti, mescolandoli bene.


Spalmate il ripieno all'interno del disco di pasta già disposto nella tortiera e coprite con il secondo disco, saldando bene i bordi e bucherellandone la superficie.


Infornate a 180 gradi per circa 30 minuti.

Il risultato sarà una torta ripiena, squisita, ottima come dessert o da offrire alle amiche accompagnata da un buon caffè, in uno dei prossimi pomeriggi d'autunno.





Un caro saluto a tutti!

                                           


                                                                                                                Giorgia