domenica 14 giugno 2015

Tempo d'estate

Buona domenica, amici miei!
Questo inizio di giugno cerco di godermelo in tutti i suoi aspetti. Il caldo afoso, i temporali, la frutta estiva, i vestiti leggeri, lo smalto rosa acceso sulle unghie... Mi ricordo che, quando ero ragazzina, il pomeriggio dell'ultimo giorno di scuola, gettatati quaderni e cartella in un angolo, le prime cose che facevo erano indossare sandali e pantaloncini corti e mettermi lo smalto sulle unghie! Era una specie di rito che voleva dire libertà. Quanto era bello quel momento! Il pranzo si trasferiva sul tavolino in cortile sotto il pino e la piccola piazza dove abitavo era satura dell'odore dolce dei tigli in fiore. Poco lontano da dove abito oggi, c'è una fila di tigli, il profumo dei loro fiorellini mi ha riportato alla memoria questi ricordi lontati.

 Adesso mi sento un po' come allora, quando possedevo poco passato da rivangare ed al futuro non ci  pensavo: tutta la felicità si concentrava sul momento presente.
 Sì, è una banalità, cari amici, però stare completamente nel qui e ora, assaporando l'istante che stiamo vivendo, dona molta serenità ed è una delle cose più difficili da imparare. Io mi sto esercitando.


Vi faccio vedere i bijoux che ho creato per l'estate. Collane, orecchini, bracciali. Ora sto realizzando un anello con gli stessi colori.

Avevo in casa una collana di perle rosse, che ho smontato, e molte perle in legno sui toni del blu e dell'azzurro; mi sono accorta che questi due colori insieme stanno benissimo, mi fanno pensare alle barche ed al mare.


Bracciali con pietre dure, perle in vetro e charms a forma di pesciolino e stella marina.



Collane lunghe, tipo chanel... Qui sotto  vedete indossata quella che ho realizzato per me.



Orecchini con perle di legno colorato.





E voi? Quali sono i vostri ricordi più belli legati all'inizio dell'estate?


Un caro saluto a tutti!


Giorgia

sabato 6 giugno 2015

Mistero a teatro

Il nostro palco prima dello spettacolo del 3 giugno


Sicuramente ho già raccontato nel blog della mia passione per i vecchi racconti di fantasmi, quelli che, secondo la tradizione anglosassone, venivano letti la sera della vigilia di Natale, alla luce del fuoco, mentre si aspettava mezzanotte. Ne ho letti decine e ne ho scritto qualcuno, finora sempre rimasto chiuso nel cassetto. Comunque, nonostante questo interesse per gli spettri, la sottoscritta è sempre stata e rimane scettica  per tutto ciò che riguarda il paranormale. Se non vedo non credo e non mi è mai capitato di vedere alcunchè.

Quello che mi accingo a raccontare in questo post è un piccolo episodio, realmente accaduto al mio compagno e al suo amico e collaboratore Mauro, nel tardo pomeriggio di martedì 2 giugno, pochi giorni fa. Per dare una spiegazione a questo episodio sono state fatte varie ipotesi, nessuna delle quali, alla luce di tutti gli elementi, risulta soddisfacente.

Il mio compagno non si può definire assolutamente un credulone o un individuo suggestionabile, inoltre non gli piacciono le storie di fantasmi e non le legge, quindi non si può in alcun modo sostenere che egli sia stato influenzato da uno di questi racconti, come, invece, si potrebbe dire se il fatto fosse accaduto a me. Eppure, quando me lo ha raccontato gli è venuta la pelle d'oca, l'ho vista con i miei occhi!  


Veniamo ai fatti.
Il mio compagno è un musicista e gestisce una piccola scuola di musica con la quale anch'io collaboro in caso di necessità, quando sono libera dai miei impegni. Come ogni anno a giugno si organizza un concerto degli allievi aperto al pubblico. Da cinque anni affittiamo sempre lo stesso teatro, per due giornate: una dedicata all'allestimento del palco, la seconda dedicata allo spettacolo. Alla fine si smonta tutto e si riconsegnano le chiavi al custode. Il teatro non è molto grande, non è antico, è situato in un piano seminterrato sotto una chiesa; per accedervi bisogna scendere parecchie scale. Questo, oltre all'insonorizzazione che ovviamente un teatro deve avere, fa sì che dalla strada non arrivino rumori e suoni all'interno, e viceversa.
 
Martedì 2 giugno il mio compagno e Mauro si trovavano lì fin dal mattino, impegnati nelle operazioni di allestimento e preparazione del concerto. Per paura che qualcuno si introducesse nel teatro e rubasse qualcosa, erano chiusi a chiave dall'interno. Erano soli... o così credevano!

                                         

Ad un certo punto udirono distintamente un rumore di passi affrettati, come di qualcuno che corresse, sulle scale interne nel corridoio che dalla platea conduce ai bagni. Sì, proprio così: una corsa e poi una lieve risata di bambino. Subito dopo un breve disturbo elettrico colpì a turno, una dopo l'altra, le casse dell'impianto audio sul palcoscenico: zzzzzzzzz... e poi silenzio.
Il mio compagno ed il suo amico si guardarano in faccia, un po' sbigottiti.
"Hai sentito?"
"Sì"
"Ma c'è qualcuno!"
Lasciati immediatamente cavi ed attrezzi, andarono insieme a controllare le scale, i bagni, i camerini e tutto il teatro; la porta d'ingresso era chiusa a chiave, all'esteno non c'era nessuno. A parte loro due, non c'era anima viva in tutto l'edificio.
Per riprendersi dallo stupore decisero di fare una pausa ed andarono a bere un caffè in un bar. Al loro ritorno, non trovarono nulla di strano, tutto era silenzioso e tranquillo.

La sera il mio compagno me lo raccontò e mi mostrò sul braccio la pelle d'oca che il ricordo di quello strano episodio gli provocava. Confesso che sono rimasta colpita.

Voi che ne dite? Vi è mai capitato di "sentire" qualcosa?


Un caro saluto


Giorgia

martedì 2 giugno 2015

Ci impongono una visione del mondo come unica possibile

Il mio menù dell'Independence Day -Giornata dell'Indipendenza Alimentare e dell'Autoproduzione



Eccomi amiche! Ho guardato le vostre ricettine per l'Independence Day e devo dire che c'è davvero da leccarsi i baffi! Siete state molto brave ed originali nelle proposte; io, invece, avrei potuto fare di meglio...  Ma vediamo cosa ho preparato. Come da regolamento, tutti i prodotti che ho utilizzato sono biologici, oppure, visto che purtroppo non possiedo un orto ma solo un terrazzo con qualche smunta pianta aromatica, comprati al banchetto del contadino al mercato settimanale. Unica eccezione fatta per i prodotti che avevo già in casa, come formaggio Grana Padano, caffè, burro che avevo acquistato al supermercato la settimana precedente ed, ovviamente, non aveva senso ricomprare al negozio biologico.
 Il mio menù è completamente vegetariano.

Colazione:  caffè con pan brioche fatto in casa e marmellata di fragole autoprodotta.


Questa ricetta per il pan brioche è la mia preferita, la faccio spesso con la macchina del pane (ma si può fare senza, anche se  così richiede molto più lavoro) non è una mia invenzione, io l'ho imparata dal blog  di Monica ed il prodotto è fantastico! Il pane risulta profumato, morbido, si conserva per circa una settimana. Dopo qualche giorno, quando  non è più freschissimo,  scaldo le fette su una piastra prima di spalmare la marmellata e in questo modo il pan brioche riacquista la sua fragranza. L'unica aggiunta che ho fatto alla ricetta originale è stata mezza bustina di buccia di limone essiccata che proviene da un cesto di prodotti biologici, graditissimo regalo del Natale scorso.

Pranzo: gnocchetti di farina di farro (biologica, macinata a pietra) ed erbette aromatiche, conditi con burro della Lessinia e salvia del mio terrazzo.







Con questa ricetta si preparano degli gnocchetti semplici ma veramente saporiti e consistenti, servono pochissimi ingredienti.

dosi per 2/3 persone

200 g di farina di farro
200 g di acqua
un cucchiaio di erbe aromatiche essiccate (il mio era un mix di timo, rosmarino, salvia, maggiorana, alloro, finocchio, ginepro, santoreggia, prezzemolo)
sale
pepe

Far bollire l'acqua salata ed aggiungere gli aromi; togliere dal fuoco e versare la farina mescolando bene fino ad ottenere un composto lavorabile con le mani.


Creare dei rotolini e tagliare gli gnocchi.


Cuocerli in acqua salata fino a quando dal fondo della pentola salgono in superficie, scolarli e condirli a piacere.



Io li ho insaporiti con burro, salvia, formaggio Grana e un pizzico di pepe, però sono sicuramente da provare anche con altri condimenti, come un semplice sugo pomodoro e basilico o il pesto alla genovese.

Cena: pizza fatta in casa con stracchino bio, pomodorini e basilico fresco.


Conclusioni:  un'idea da pubblicizzare per far capire che un altro stile di vita è possibile. Non sempre si può cucinare tutto in casa; per fare questo con costanza ci vogliono passione, tempo e, soprattutto, consapevolezza, cosa che a molte persone di mia conoscenza manca del tutto. Il Giorno dell'Indipendenza Alimentare è quindi una bella iniziativa educativa.



A presto!



Giorgia

lunedì 18 maggio 2015

Dame, cavalieri e ombrellini



Nel fine settimana ho partecipato con il mio banchetto ad una manifestazione che si tiene tutti gli anni nel bellissimo parco di una villa ottocentesca, a pochi passi da casa. Andai anche lo scorso anno e fu una bella giornata, come quella di quest'anno.





In tutto il parco sono disseminati tavoli, pannelli e cavalletti sui quali pittori, scultori ed hobbisti possono esporre e vendere ai visitatori i loro manufatti. L'atmosfera è rilassante, non c'è mai un'eccessiva confusione perchè l'area è molto estesa quindi ognuno può trovare un angolino per sostare sotto l'ombra dei vecchi alberi. Per l'occasione viene attivata una cucina dove gli organizzatori preparano primi piatti, panini, caffè e fragole con la panna per i partecipanti; e dopo pranzo, quando i visitatori sono pochi e per un paio d'ore tutto tace tranne il canto degli uccellini, ci si può stedere sull'erba a leggere.


Quando vengo qui sono contenta perchè mi prendo una giornata di vacanza tutta per me e non è stancante come gli altri mercatini fatti nelle piazze.

Quest'anno gli organizzatori sono stati particolarmente bravi: invece di martirizzare la gente con esibizioni improbabili di scuole di danza che propongono balli caraibici o dare spazio a qualche noioso dj, che dopo un po' avresti voglia di rincorrere con un'accetta (in questo tipo di eventi tutto fa brodo), hanno invitato un'associazione che si occupa di rievocazione storica. Specializzati nel riproporre i balli in voga all'epoca dell'imperatrice Sissi, damine con ombrellini in pizzo e cavalieri con tanto di baffoni alla Francesco Giuseppe, sono rimasti per quasi tutta la giornata, hanno ballato valzer viennesi e altre danze, creando un'atmosfera d'altri tempi che si accordava magnificamente con il parco e la villa ottocentesca... E potete immaginare quanto io mi sia divertita!






Durante un ballo c'è stata un scenetta divertente. Finito un valzer, il presentatore ha annunciato al microfono che ora i cavalieri  avrebbero lasciato per qualche minuto le loro dame per recarsi tra il pubblico ad invitare le signore a ballare la danza successiva... In mezzo secondo c'è stato un fuggi-fuggi generale di tutte le donne presenti, alcune si sono nascoste precipitosamente dietro i cespugli, le ragazze più giovani sono scappate di corsa ridendo, io sono tornata lestamente al mio banchetto, fingendo indifferenza. Ah! che ridere!!!




Un caro saluto, amici!

sabato 16 maggio 2015

I miei libri dell'estate: romanzi dell'800 che passione!

Opera di Charles Edward Perugini

Oggi pomeriggio sono andata fare un giro per negozi con l'intento di comperare un paio di pantaloni estivi. Dopo poche decine di minuti, però, ero già stanca della confusione, delle ragazzine sghignazzanti e delle code per provare gli abiti davanti ai camerini, così ho mollato giù i pantaloni e sono andata in libreria... E qui mi è venuta una grande ispirazione! C'era il 20% di sconto su molti libri che da tempo avevo voglia di leggere, e allora come resistere? Tanto più che si stanno avvicinando  le vacanze estive ed il tempo libero per leggere nei pomeriggi di canicola quando non si può far altro che stare distesi sotto il ventilatore con un libro in mano o, meglio ancora, le giornate tranquille passate a leggere sulla spiaggia in riva  al lago. Che bello, amici! Bene, ecco il mio bottino.

Ispirata dalla recentissima lettura di Persuasione, ho deciso di acquistare i due romanzi di Jane Austen che mi mancano, cioè Emma e Mansfiel Park.




Adoro queste copertine con i dipinti dell'Ottocento!



















Bel-Ami  di Guy de Maupassant.























Ed infine, il mitico Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas.























Non c'è niente da fare: a me piacciono i classici dell'Ottocento, o della prima parte del Novecento, al massimo. Ogni tanto sono tentata da qualche romanzo di autori contemporanei, lo leggo... Sì magari è ben scritto, la storia appassiona, però spesso mi sembra quasi di gustare un piatto in cui manchi qualche ingrediente, o di mangiare un gelato industriale fatto con "le polverine" invece di un gelato artigianale fatto con la frutta fresca... Capite cosa voglio dire?

Nei classici non  ci sono solo le passioni umane, c'è la Vita... Se lo si cerca, c'è tutto.


Alla prossima!


Giorgia

giovedì 14 maggio 2015

Persuasione di Jane Austen - Libri

Opera di Leonard Campbell Taylor
Persuasione è uno di quei romanzi che sapevo avrebbero incontrato il mio gusto ancora prima di leggerne una sola pagina; ed, infatti, non ha deluso le mie aspettative. Qualche anno fa vidi il film del 1995, del regista Roger Michell con Amanda Root nel ruolo della protagonista femminile, mi era piaciuto parecchio, l'attrice protagonista in particolar modo. Il film è fedele al libro, ma, anche se si dice sempre e risulta banale, devo ammettere che, ancora una volta, il romanzo è decisamente più emozionante; infatti nonostante conoscessi già l'epilogo, ieri sera ne ho letto circa metà ed ho smesso solo perchè ormai era l'una di notte e mi bruciavano gli occhi!

Amanda Root nel ruola di Anne in una scena del film tratto dal romanzo





Persuasione è l'ultima opera di Jane Austen, pubblicata dopo la sua morte prematura avvenuta a soli 42 anni. Mi chiedo quante e quali altre emozioni avrebbe potuto regalarci se solo fosse vissuta più a lungo.

Questo romanzo non è solo la narrazione di una bella storia d'amore, ma è il racconto di una rinascita, o meglio, della nascita di una donna che lentamente afferma la propria volontà ed acquista piena consapevolezza di se stessa grazie ad un grande lavoro di introspezione, di osservazione e riflessione che la porta a comprendere i meccanismi degli autoinganni e della manipolazioni di cui chi le vive attorno è  contemporaneamente e spesso inconsapevolmente vittima ed artefice.

Anne Elliot all'età di diaciannove anni è una ragazza bella, intelligente, dotata naturalmente di grazia e finezza dei modi; si innamora profondamente di Frederick Wentworth, un giovane ufficiale della Marina, dotato di altrettante amabili qualità, che la ricambia appassionatamente. Lui le chiede di sposarlo: sembra un'unione perfetta ed i due giovani sono perfettamente felici. Ma il padre di Anne, Sir Elliot, è baronetto ed è preoccupato unicamente del prestigio del suo nome e di ben figurare in società; vanesio e pomposo com'è, non può accettare per genero un qualunque ufficialetto, per giunta privo di mezzi. Così, supportato e consigliato dall'influente amica di famiglia Lady Russell che fa le veci della madre della ragazza morta prematuramente cinque anni prima, riesce a persuadere Anne. Lei, manipolata dal genitore e dall'amica, per senso del dovere, pur con grande dolore rifiuta la mano del suo amato che, amareggiato ed offeso, si imbarca e lascia il paese. Da quel giorno Anne si spegne, perde la gioia di vivere. Rifiuta la corte e le attenzioni di altri giovani, non riesce a dimenticare Frederick.

All'inizio del romanzo tutta questa vicenda è già accaduta, il lettore ne viene a conoscenza poco a poco nel corso dei primi capitoli. Persuasione inizia quindi otto anni dopo il fatto, quando Anne è già una donna di circa ventisette anni, avviata ad un certo futuro di zitellaggine. In famiglia non conta nulla: la prediletta del padre è la sorella maggiore Elizabeth, viziata e sprezzante, mentre la sorella minore, Mary, noiosa, invidiosa ed ipocondriaca, si ritiene superiore ad Anne perchè sposata. Anne non è amata dalla sua famiglia, non può confidarsi con nessuno.

L'unica persona che vede ed apprezza le rare qualità di Anne è Lady Russell che prova per la ragazza un affetto quasi materno, e tuttavia anche con l'amica più anziana Anne non può parlare dei suoi sentimenti, visto che è stata  lei la principale artefice della rottura con Frederick. Anne soffre per otto lunghi anni, è piena di rimpianti, si disprezza per non aver dimostrato maggiore fermezza di carattere nel fronteggiare l'opposizione del padre e di Lady Russell, si sente in colpa per aver spezzato il cuore di un uomo che l'amava davvero.

Ma inaspettatamente il  destino concede alla protagonista  una seconda possibilità, proprio nel momento peggiore, quando il padre, sciocco e sprecone, coperto di debiti, è costretto a dare in affitto il palazzo di famiglia e a trasferirsi in una residenza molto più modesta. Con grande emozione, Anne scopre che i nuovi affittuari di suo padre sono la sorella di Frederick e suo marito. Anne teme un incontro col suo antico amore, mai dimenticato, che, naturalmente, avviene.

" -E' passato! è passato!-, seguitava a ripetersi in una sorta di nervosa gratitudine. -Il peggio è passato!-.
Mary parlava, ma lei non riusciva a prestarle attenzione. Lo aveva visto. Si erano incontrati. Erano stati ancora una volta nella stessa stanza!"

 Sono trascorsi otto anni, molte cose sono cambiate, ma Anne si rende conto che " per chi nutre sentimenti memori e tenaci otto anni potevano essere poco più che nulla".
Sì, otto anni non sono nulla, ma forse questo vale solo per lei; Frederick infatti non sembra ricordare niente di tutto l'amore e la tenerezza del passato: è freddo, non le rivolge la parola se non per brevi frasi di circostanza, sembra un estraneo, mentre con gli altri, e soprattutto con le altre, si mostra amabile, affascinante, un vero gentiluomo; tanto che, in breve, tutti rimangono conquistati dai suoi modi. Ora non è più un giovane inesperto e spiantato, adesso è un  capitano stimato; la sua è stata una carriera brillante che gli ha permesso  di raggiungere un tenore di vita agiato e di poter aspirare per i suoi meriti ed il suo valore dimostrato al servizio della Marina, anche al titolo di baronetto. Inoltre i lunghi anni passati a viaggiare per mare gli conferiscono  un fascino particolare, è un bel giovane, scapolo, attraente ed esperto ed in breve si trova circondato di giovani donne che gli fanno la corte.

Ciaran Hinds nel ruolo del Capitano Wentworth nel film Persuasione

Invece la nostra povera Anne che esperienze ha avuto negli ultimi otto anni, oltre che stare chiusa nella residenza di famiglia a disposizione del padre e delle dispotiche sorelle? Silenziosa testimone degli sperperi paterni, invisibile, tenuta in considerazione meno di un soprammobile del salotto, interpellata solo perchè ritenuta utile nel calmare le crisi isteriche e nel curare le malattie immaginarie della sorella Mary!

Con il ritorno in patria di Frederick Wentworth comincia per Anne un periodo di grandi ed altalenanti emozioni. Costretta a frequentarlo in società, dove nessuno sa del loro fidanzamento interrotto, la ragazza sopporterà stoicamente in silenzio i pettegolezzi e le discussioni su chi tra le giovani pretendenti il capitano sceglierà  di sposare, si mostrerà indifferente alla sua freddezza, ascolterà senza dir nulla l'impietoso giudizio sul suo aspetto che l'ignara ed insensibile Mary non mancherà di riferirle ("Il capitano Wentworth non è stato molto cortese nei tuoi confronti, Anne, anche se con me è stato così ossequioso. Henrietta gli ha chiesto che ne pensava di te, quando se ne sono andati, e lui le ha detto che eri così cambiata che non ti avrebbe riconosciuta") ; sussulterà piena di stupore e speranza quando lui le dedicherà un fugace sguardo simile a quelli di un tempo o una piccola gentilezza quasi casuale.
Ma soprattutto, Anne comincerà a farsi apprezzare da tutti per le sue preziose qualità. Qui inizierà la sua rinascita. Poco a poco la fiducia in se stessa e nella sua capacità di giudizio aumenterà, rifiorirà anche fisicamente, gli uomini la guarderanno e la corteggeranno. Smetterà di assecondare il padre e le sorelle e di dipendere dal giudizio di Lady Russell. Con grazia ed equilibrio prenderà le sue decisioni seguendo solo se stessa ed il suo cuore, e alla fine vincerà.



Persuasione è un romanzo elegante ed affascinante, godibile e scorrevolissimo. I personaggi sono divertenti e ben delineati, descritti con l'inconfondibile tocco lieve e talvolta spietatamente ironico che i lettori di Jane Austen tanto amano. Il ritratto del padre, poi, il vanesio e superficiale Sir Elliot, è davvero indimenticabile. Infine, Anne, la protagonista, con il suo carattere dolce ed equilibrato, i suoi silenzi, i suoi sguardi ed i suoi sorrisi, la sua delicata ma ferma costanza nei sentimenti e negli affetti è senza dubbio una delle mie eroine letterarie preferite.


E voi, conoscete questo romanzo o avete visto il film?


A presto, amici!



Giorgia